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Norvegia settentrionale. L’Aurora boreale

Secondo una leggenda giapponese, concepire un bambino sotto la luce dell’aurora boreale è di buon auspicio. Senza spingersi a tanto, di certo osservare questo fenomeno naturale rappresenta un momento magico ed emozionante.

L’aurora boreale si forma quando particelle caricate elettricamente vengono gettate nel campo magnetico terrestre a grande velocità, spinte dai venti solari. Lo spettacolo ha generato nei tempi antichi molti miti e leggende: il nome finnico “revontulet”, per esempio, significa “volpi di fuoco”, e deve la sua origine a una leggenda secondo cui le aurore boreali erano scintille liberate dalla pelliccia di volpi di fuoco.

In lingua Sami è conosciuta come Guovssahas “luce che può essere udita”, questo popolo per tradizione associa l’aurora boreale ai suoni. Al tempo dei Vichinghi, l’aurora boreale era l’armatura delle Valchirie, le vergini guerriere, che grazie a questo fenomeno spargevano intorno a loro una strana luce scintillante.

Tornando alla scienza, l’aurora boreale è più frequente in autunno inoltrato e all’inizio della primavera: ottobre, febbraio e marzo sono i mesi migliori per osservarla, specialmente tra le sei di sera l’una del mattino.

In teoria l’aurora boreale è visibile in tutta la Norvegia, ma il luogo migliore è la zona intorno a Capo Nord, la punta più settentrionale d’Europa, nel Finnmark.

Servono vestiti pesanti e… pazienza! La cosa migliore è programmare un soggiorno di almeno una settimana, per ammirare l’arcobaleno di notte.

L’aurora boreale è sempre diversa: a volte le luci compaiono tutte insieme, colorando il cielo di arancio, porpora, verde e rosso. Altre volte sono evanescenti velature verdi, altre volte un groviglio di luce vaporosa crea nuvole fantastiche.

Nonostante la sua latitudine, la Norvegia del nord gode di un clima relativamente mite grazie all’influenza della Corrente del Golfo che ne lambisce le coste. Se volete immergervi, oltre che nella natura, nella vita notturna locale, visitate Tromsø, città soprannominata “la Parigi del Nord”.